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Il pronto soccorso in tasca
In caso di ustione
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Nelle ustioni non conta solo il "grado del calore" cui si è esposti, ma anche il "tempo di esposizione al calore". Una consolazione: le ustioni più fanno male, meno sono serie clinicamente, perché stanno ad indicare che i tessuti sono ancora ben vivi e si ripareranno. Si distinguono tre gradi di ustioni: - I grado: eritema (arrossamento dolente), guarigione senza cicatrici; - II grado: eritema bolloso (con vesciche di scollamento). Attenti alle infezioni che lasciano cicatrici piane decolorate, altrimenti la guarigione è senza cicatrici; - III grado: escare carbonizzate. Le escare cadranno in seguito lasciando cicatrici retraenti.
Ogni ustione avrà una evoluzione di almeno una settimana.
Trattamento: - spugnature fredde per 20 minuti (con acqua comune e possibilmente con garze sterili; poi creme e una fasciatura morbida protettiva); - le vesciche (dette anche bolle o flittene) vanno trattate in modo sterile (guariscono prima se si rompe la pelle morta sollevata che è indolore e, fuoriuscito il siero, vi si lascia sopra una garza sterile che si toglierà poi facilmente inumidendola con acqua ossigenata; non strappare la crosticina che si staccherà da sola); - le escare vanno medicate sterilmente con creme che proteggano i bordi dolenti (quindi aree vive di riparazione cicatriziale; è qui importante l'antitetanica e la terapia medica).
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