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Il mal di viaggio
Di volta in volta chiamato "mal d'aereo", "mal d'auto", "mal di mare" ecc., alla fin fine si tratta sempre della stessa patologia: la chinetosi o sofferenza da traballamento, scosse, sbandamenti e sobbalzi che sono comuni a tutti i mezzi di trasporto. Ne soffrono persino gli astronauti.
Ci sono molte teorie che prendono di mira ora questo ed ora quel fattore, escogitando nel frattempo i più bizzarri rimedi che vanno dall’annusare un mazzetto di prezzemolo, allo stringere con una fascia l'addome o, secondo altri, invece a lasciarlo "ben respirare". Quello che è certo è l'importanza della "componente visiva", del vedere gli oggetti scorrere via, andarsene in una fuga oscillante e il rapido succedersi di luci e ombre. Questo fatto può già indirizzarci su uno dei fattori di prevenzione.

Sintomi
Sensazione di mancamento, nausea, pallore, sudorazione fredda e vomito con conati improvvisi (cui seguono una decina di minuti di illusorio ritorno al benessere).

Cosa fare
Intanto, se si è in auto, fermarsi e imporsi di camminare un poco avanti e indietro (come facevano gli inglesi, grandi viaggiatori in treno che nelle soste scendevano a camminare un po' sul marciapiede). Lo si dovrebbe comunque fare una decina di minuti all'incirca ogni paio d'ore (è più facile sulle navi, ma anche in aereo ci si può alzare e percorrere un po' il corridoio, magari andando a scambiare quattro chiacchiere con qualcuno).
L'alcool peggiora la situazione, così come tè e caffè aumen-tano la secrezione gastrica; più utile masticare qualche com-pressa antiacida e antireflusso o prendere un antistaminico.
Tenersi protetti dal freddo, specie sullo stomaco (magari indossando un golf), meglio stare in piedi un po', non sdraiarsi, ma piuttosto sedersi lontano dai finestrini o tenere gli occhi chiusi per evitare la visione di ogni sfarfallio.
Imporsi una respirazione profonda, trattenuta per una buona manciata di secondi, soffiando poi fuori come se si dovesse spegnere una candela tenuta a braccio teso, così facendo si domina meglio il ritmo cardiaco accelerato anche da un po' di ansia.

Prevenzione
L’importante è partire sentendosi in forma, facendo anche un po' di ginnastica nei giorni antecedenti la partenza stessa perché "la chinetosi si domina con l'assuefazione alle rotazioni del corpo e ai movimenti rapidi del capo".
Una volta c'era la "cura del valzer" poichè si sosteneva, come realmente è, a meno che sussistano patologie del labirinto (il centro dell'equilibrio inserito nella cassa ossea dell'orec-chio), che i ballerini non soffrono del mal di viaggio.
Consumare l'"ultimo pasto un paio d'ore prima di partire" evitando sottaceti, mentre non sussisterebbero contro-indicazioni per il piccante, non bere alcolici né fumare, ma piuttosto favorire la digestione, assumendo dopo il pasto un antireflusso (accorgimento che si può ripetere anche in volo e se i pasti sono un po' “a rischio” una volta sul posto).
La cura farmacologica conta molti "prodotti antichi-netosici", cioè prodotti antinausea da movimento, (prodotti OTC acquistabili senza ricetta) da assumere almeno mez-z'ora prima del viaggio. Sono frequentemente a base di dimedrinato, un antistaminico efficace nel controllare il mal di viaggio, che ha come effetto secondario più frequente la sonnolenza.
Le confezioni di antichinetosici più comuni sono in com-presse o in confetti (con dosi sia per adulti sia pediatriche), "gomme da masticare" a lento rilascio o sotto forma di "cerotti", col preparato che viene assorbito gradual-mente…ognuno dovrà sperimentare su di sé il prodotto meglio tollerato e più efficace.
Ma è anche importante saper scegliere i posti meno oscil-lanti:
1. sugli autoveicoli il posto ideale è quello di guida (che impegna molto la mente), comunque è consigliabile sedersi sempre davanti con gli occhi più sulla strada che sulle fughe laterali (fingere mentalmente di guidare).
2. in aeroplano i posti più stabili sono quelli sulle ali e verso il corridoio (preferire il settore "non fumatori").
3. su una nave i posti più stabili sono al centro e a livello della tolda.


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